Caffè e Slow Food
Caffè e Territorialità: integrare il caffè nel contesto dello slow food
5 Agosto 2021

In che cosa consiste lo slow food
Pensato come naturale antagonista del fast food, lo slow food è un movimento culturale che si pone come obiettivo la valorizzazione dei pasti come un piacere e non come un dovere.

Finalizzato a contrastare il concetto di cibo spazzatura e delle frenetiche abitudini della vita moderna che limitano sempre più il tempo disponibile per nutrirsi, lo slow food si impegna per la difesa della biodiversità, della territorialità, per diffondere le tradizioni agricole ed enogastronomiche delle varie regioni d’Italia.
Questa associazione si propone di concentrare l’interesse dei consumatori verso cibi consapevoli, puntando sul rispetto dell’ambiente, sull’agricoltura biologica e sull’eliminazione di OGM.
Per ottenere questi risultati è indispensabile rispettare la stagionalità delle materie prime, valorizzare alcuni cibi dimenticati e portare alla luce e rivisitare ricette tradizionali per offrire alimenti buoni, puliti e salutari.
Il caffè è un prodotto che si inserisce perfettamente in questa mission in quanto la sua coltivazione mette in gioco una manovalanza spesso povera, e promuovendo la biodiversità del territorio e dell’ambiente naturale può favorire uno sviluppo equo e solidale.

La parola “caffè” deriva da un vocabolo arabo che indica una bevanda di colore rosso scuro estratta da alcuni semi, dotata di effetti stimolanti e in alcuni casi terapeutici.
Tra le centinaia di specie Coffea, soltanto due vengono impiegate per la produzione di una delle bevande più diffuse al mondo, si tratta dell’Arabica e della Robusta.

Se ne bevono oltre 2 miliardi di tazzine al giorno, dato che il caffè è una bevanda universale che tutti conoscono ma che soltanto in pochi sono in grado di collegare alla sua territorialità.

A ciascuno il suo caffè nell’ottica slow food

Si può dire che i vari tipi di preparazione si adattano molto bene ai diversi caratteri dei consumatori; un buon caffè deve rispettare requisiti di aroma, sapore, grado di acidità, corposità e retrogusto speziato.
Nell’ottica slow food, tutti questi valori sono esaltati grazie alla valorizzazione di piccole realtà produttive, che consentono di adattare le singole tipologie di caffè ai vari caratteri dei coffee lovers.

L’abitudinario
L’abitudinario è senza dubbio un purista, per cui il caffè rappresenta una delle certezze della vita.
Per lui è indispensabile incominciare la giornata con una tazzina in ceramica preriscaldata di caffè espresso, che gli consente di affrontare al meglio gli impegni quotidiani.

Il maniaco del lavoro
Chi inizia la giornata completamente proiettato negli impegni lavorativi, ha bisogno di una sferzata di energia, che non si esaurisca in pochi sorsi ma che si prolunghi per un certo tempo.
Per lui l’ideale è il caffè americano, diluito con acqua calda e contenuto in una sapiente tazza in vetro che diventa la fedele compagna di scrivania.

L’accomodante
Accondiscendente, mansueto, pacifico e remissivo, il tipico consumatore del caffè macchiato è un conciliatore nato, che desidera attenuare l’intenso sapore dell’espresso con un’abbondante dose di latte per smorzarne il gusto troppo intenso.

Il salutista
Per chi vive costantemente alla ricerca di alimenti e bevande biologiche e salutari, il decaffeinato è la soluzione ideale per assaporare le caratteristiche del caffè evitando eccessive conseguenze eccitanti.
Lungo, ristretto o miscelato con il latte, il caffè rimane sempre la bevanda top per gli italiani, che amano gustarlo a fine pasto come intermezzo rompidigiuno, e soprattutto a colazione, per svegliarsi e sfruttare la sferzata di energia offerta dalla caffeina.

Caffè e territorialità
La coffee experience è talmente radicata che è ormai difficile trovare qualche variante per gustare una miscela nera differente da quelle tradizionali.
La territorialità di questo prodotto si collega proprio a una simile esigenza: personalizzare al massimo la tazzina di caffè.
Dai coltivatori ai consumatori, dai cuochi ai baristi, senza dimenticare le aziende di torrefazione caffè e i produttori di caffè, l’obiettivo da raggiungere rimane sempre quello di realizzare un prodotto di qualità.
Questo è anche lo scopo dello slow food coffee, una rete esclusiva e collaborativa che collega tra loro molti agricoltori della filiera.
Infatti, questa bevanda è il frutto di lunghi viaggi delle materie prime, di tradizioni artigiane e di tecniche produttive di ultima generazione, ma soprattutto di differenti proposte per il consumo finale.

Per capire a fondo i segreti della degustazione e le differenze organolettiche delle varie tipologie di caffè, è necessario collegare le sue origini alla territorialità da cui proviene.
L’Italia è un paese che ha fatto del caffè un culto, trasformando una semplice bevanda in un’abitudine talmente radicata che ormai è entrata a far parte della vita collettiva.

Il caffè è la bevanda analcolica che viene maggiormente consumata al mondo dopo l’acqua, ma è anche l’alimento di cui si conosce meno la storia e la territorialità; esso è un vegetale che prima di arrivare nelle tazzine ha subito numerosi passaggi attraversando paesi e popoli di differenti culture.
La pianta, che cresce spontaneamente nei paesi equatoriali compresi tra il Tropico del Cancro e del Capricorno, è originaria degli altipiani etiopi, e si è trasformata in monocolture intensive che hanno condizionato la sua vasta biodiversità.

Secondo i principi dello slow food, sarebbe necessario rivalutare le specie minori, senza concentrare il consumo unicamente su Arabica e Robusta.
Tali varietà “secondarie”, pur non avendo un valore commerciale paragonabile a quello delle tipologie maggiormente consumate, appartengono alle tradizioni di piccoli paesi produttori e possono regalare incredibili esperienze gustative.

In piena filosofia slow food, è possibile avviare un percorso conoscitivo per scoprire che cosa si nasconde dietro alla tazzina di caffè: sapore e aroma hanno a che fare con i metodi di produzione, con i terreni agricoli e con le singole filiere.
L’America Centrale e l’America Latina rappresentano estensioni territoriali dove il caffè viene coltivato su larga scala, mentre Antigua, Guatemala, Panama sono produttori di piante molto profumate con una discreta corposità e un notevole sentore acido di sottofondo, scarsamente diffuse per ora in Europa.
Alcuni paesi africani come Tanzania, Congo e Kenia producono varietà meno conosciute di Arabica e Robusta ma altrettanto buone per l’intensa dolcezza e l’equilibrato retrogusto fruttato.
Brasile, Messico, Bolivia, Honduras e Perù sono territori dove la coltivazione del caffè permette di realizzare raccolti fruttati e con sentori floreali, gradevolmente amari per la presenza di sentori di cioccolato.
Indonesia, Sumatra, Nuova Guinea e Timor sono paesi del Pacifico in cui viene coltivato caffè dal gusto particolare, quasi completamente privo di acidità e con un sentore vinoso, che i presidi slow food stanno cercando di imporre sul mercato.

Tutte le varietà coltivate in India si distinguono per una corposità sciropposa, soltanto minimamente acida, e non soddisfano tutti i palati per un sapore del tutto differente da quello tradizionale.

Caffè nostrano e slow food
L’ambizione principale che ispira lo slow food coffee è quella di creare nuove relazioni tra i primi e gli ultimi protagonisti della filiera, che sono gli agricoltori e i consumatori, per aumentare la visibilità dei territori di coltivazione e promuovere in questo modo un’identità esclusiva delle singole specie di caffè.
Le aziende più consapevoli si impegnano nella produzione di caffè in grado di rispettare la biodiversità, la sicurezza alimentare, metodi di conservazione naturali, trasparenza e tracciabilità, soltanto in questo modo è possibile inserire a pieno titolo la bevanda nel contesto dello slow food, contribuendo a valorizzare la territorialità e quindi una produzione consapevole.

Dal 1938, l’azienda La Tazza d’oro si è dedicata alla produzione delle migliori miscele di caffè utilizzate su larga scala presso bar, ristoranti e pizzerie.
Si tratta di un’impresa locale nata in Sardegna oltre 80 anni fa, che grazie all’estrema attenzione verso il cliente e a un impegno costante, ha potuto ampliare i propri orizzonti dapprima su tutto il territorio nazionale e successivamente su quello internazionale.
La versatilità è senza dubbio uno dei principali caratteri distintivi della ditta, che prevede la linea bar (in grani, in capsule e macinato) e la linea casa (in grani, in cialde, in capsule e macinato per macchine espresso e moka).
Tutte le miscele derivano da un’attenta selezione di prodotti rispondenti a ottimi standard qualitativi e lavorati con tecniche di ultima generazione: tra queste la linea Adesso e la linea Tazza d’oro in grani costituiscono un top di serie che sta conquistando una sempre maggiore fascia di consumatori.

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Redazione La Tazza d’oro
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